
Ogni volta che illustro ai familiari dei miei pazienti malati di Alzheimer il percorso terapeutico da seguire, mi sento chiedere se oltre i farmaci esistono cure “speciali” o mezzi riabilitativi per affrontare questa malattia.
Sì, esistono, e ne scrivo in questo articolo.
Le terapie non farmacologiche nell’Alzheimer: l’intervento psicosociale e cognitivo.
Il trattamento non-farmacologico prevede interventi comportamentali, di supporto psicosociale e di training cognitivo di documentata efficacia, che vanno ad integrare il trattamento farmacologico in maniera complementare. L’ideale sarebbe impiegare questi mezzi dall’inizio della malattia e per tutto il suo decorso, fino alle fasi più avanzate; ovviamente con modalità calibrate, cioè commisurate alle problematiche della persona affetta da demenza in quel determinato stadio di malattia. Purtroppo, fattori logistici ed economici ne limitano l’impiego, relegandoli solo alle fasi di malattia più avanzate, o quando le famiglie possono permetterselo.
Di training cognitivi ce ne sono diversi, con obiettivi terapeutici differenziati, che mirano:
- alla stimolazione e rinforzo delle abilità cognitive e motorie,
- al miglioramento delle performance esecutive della vita quotidiana,
- al controllo delle emozioni e del comportamento,
- al mantenimento della relazione sociale.
Questi trattamenti di stimolazione cognitiva vengono praticati da operatori specializzati come terapia individuale (successivamente anche presso il domicilio, eseguiti dai caregiver dopo appropriato training) o di gruppo.
Hanno dimostrato una significativa attività nel mantenere la cosiddetta riserva cognitiva, nello stimolare direttamente le capacità cognitive degli ammalati e lo sviluppo di strategie di compensazione che vanno a sopperire ai deficit. Inoltre, cosa poco sentita in ambito di programmazione sanitaria dal punto di vista dell’economia, presentano un favorevole rapporto costo/beneficio.
La terapia di reminiscenza (basata sul recupero dei ricordi del soggetto sotto la guida del terapeuta e magari con materiali significativi, quali oggetti, audiovisivi, etc.) ha mostrato un favorevole impatto sull’umore, sull’autostima e sulle competenze cognitive.
Le artiterapie che curano l’Alzheimer: la musicoterapia
Nell’ambito delle artiterapie la musicoterapia è una tecnica validata da decenni di esperienze e ricerche e rappresenta un optimum, poiché:
- è basata sulla comunicazione non verbale (nell’Alzheimer spesso vi sono deficit della parola!)
- presenta peculiari possibilità di intervento sulla sfera emotiva, relazionale, cognitiva (rievocazione basata sulle emozioni) nonché motoria (con il mantenimento/miglioramento della destrezza e coordinazione attraverso la danza)
- è indicata in tutte le fasi di malattia, inclusa quella terminale.
Ricordo, inoltre, che incoraggiare una moderata attività motoria nelle fasi intermedie di malattia ha un benefico effetto generale oltre che sul fisico, sul tono dell’umore, e contribuisce al contenimento dei disturbi comportamentali, alimentari e del sonno.
Il training per i caregiver
Di grandissima importanza è anche il training informativo e psicologico dei caregiver l’alleanza terapeutica tra familiari e personale medico, attraverso continui e controllati flussi informativi tra le numerose figure impegnate nella cura dell’ammalato, coordinate dal Neurologo.
Le associazioni di familiari sono indispensabili per il sostegno psicologico (con i gruppi di auto e mutuo-aiuto), l’informazione, la soluzione di problematiche burocratiche sia a livello territoriale (come i rapporti con le ASL, le Farmacie, gli Enti assistenziali e previdenziali), sia a livello Amministrativo Regionale.
A partire dalle fasi intermedie della malattia è anche molto importante e utile l’inserimento dell’ammalato nei Centri Diurni per alcune ore al giorno, affinché possa giovarsi delle attività riabilitative specifiche (come la stimolazione cognitiva e sociale, e la musicoterapia) e, al tempo stesso, i caregiver possano beneficiare di un po’ di supporto e sollievo.
Se vuoi approfondire la conoscenza sull’Alzheimer trovi altri articoli nel mio blog dedicati a questa malattia. E se vuoi prenotare una visita neurologica a distanza, contattami: possiamo fare un percorso insieme, dalla diagnosi alle terapie di cura.
Giuseppe Sanges
Specialista in Neurologia
Sono Medico specialista in Neurologia e in Ricerca epidemiologica delle malattie neurodegenerative. Da trent’anni curo quotidianamente persone affette da Parkinson, Cefalee e Alzheimer. Sono anche docente di Neuroscienze per Enti pubblici e privati.
Scrivo gli articoli che pubblico nel mio blog pensando ai miei pazienti e a coloro che, nelle loro ricerche su Internet, vogliono trovare informazioni scientifiche corrette. Spero di essere utile anche per te.